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FORMAGGIO DAHU

Il Dahu è un formaggio prodotto in Val Chisone e Germanasca.



L'animale leggendario che da il nome a questo formaggio,il Dahu, è molto conosciuto dalle popolazioni delle aree montane europee, dalle Alpi ai Pirenei.


È un mammifero quadrupede caratterizzato dall'avere le gambe asimmetriche, quelle di destra più lunghe di quelle sinistra (o viceversa), per muoversi meglio sui ripidi pendii montani. Nel primo caso, si parla di Dahu levogiro, mentre nel secondo caso di dahu destrogiro, in quanto, a causa di questa sua caratteristica fisica è costretto a girare sempre attorno alla montagna nello stesso verso.

Il formaggio Dahu viene prodotto volutamente storto per ricordare questa particolarità dell'animale mitologico. E' un formaggio prodotto con latte crudo vaccino con una stagionatura minima di 60 giorni.

Per contattare il produttore potete seguire questo link: http://www.campagnamica.it/cerca/Pagine/SearchDetailResult.aspx?IDR=c471e943-8b43-e211-a3d6-005056a95d7d&TipoAcc=Fattoria&Ambito=fattoria

IL VINO BAROLO

Il vino Barolo è sicuramente il re dei prodotti tipici piemontesi. Prodotto esclusivamente con uve Nebbiolo provenienti dalle colline delle Langhe intorno al comune di Barolo, è un vino rosso da invecchiamento, dal profumo e dal gusto forte.  Alcuni esempi di vigneti Gran Cru sono fra gli altri, i Baroli provenienti da Bussia (Monforte d’Alba), Villero (Castiglione Falletto) e Cannubi (Barolo).

“Tre nasi son quel che ci vuole per bere il Barolo”, scriveva Cesare Pavese ne “Il compagno”. Nel 1600 le uve Nebbiolo venivano già vinificate e apprezzate dai nobili e dai Reali di Casa Savoia, ma è grazie al contributo del Conte Camillo Benso di Cavour e alla sua idea di far venire nelle Langhe l’enologo francese Alexandre-Pierre Odart, che i processi di produzione migliorarono, portando alla creazione del “Re dei vini”. Da quei giorni il vino Barolo si è diffuso in tutta Italia e anche grzie alla "sponsorizzazione" di casa Savoia in tutta Europa.


Dal colore granata pieno e intenso, profumo al contempo fruttato e speziato; sia al naso, sia in bocca ricorda i piccoli frutti rossi, le ciliegie sotto spirito e la confettura, ma regala anche suggestioni di rosa e viola appassita, cannella e pepe, noce moscata, vaniglia e talvolta liquirizia, cacao, tabacco e cuoio.

Il disciplinare della DOCG indica un invecchiamento minimo di 3 anni.



Oggi il vino Barolo viene utilizzato non solo per bere e degustare ma anche in ricette molto famose della cucina piemontese come il brasato al barolo o i salamini al Barolo. Tutti prodotti tipici piemontesi che rendono grande la cultura enogastronomica del Piemonte.

Un'ottimo Barolo è il "Bussia" 2009 prodotto dall'azienda agricola Deltetto. Lo potete trovare online a questo link BAROLO BUSSIA. Penseranno gli amici di Dolcepiemonte a farvi arrivare il Barolo direttamente a casa vostra.

GIUNCA'

La giuncà è una ricotta tipica prodotta nelle valli valdesi del Piemonte. Al contrario del Seirass del fen che è stagionato la giuncà è una ricotta fresca.

Come tutte le ricotte anche la giuncà è prodotta dal latte cotto una seconda volta con il siero (dal latino "recoctus"). Al raggiungimento degli 85 °C avviene la separazione delle proteine e la formazione di fiocchi che risalgono in superficie.


Fino a qui abbiamo descritto la preparazione della ricotta in generale, da questo punto le tradizioni dei singoli luoghi aggiungono le personalizzazioni che rendono unici i prodotti tipici delle nostre terre. La giuncà delle valli valdesi a questo punto viene fatta asciugare in cesti di giunco appesi in aria, da questi contenitori deriva il nome di questo formaggio.

La giuncà si può gustare anche nella ricetta tipica della cucina piemontese dei gnocchi con la giuncà.


DEGUSTAZIONI AJ A CARAJ

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la segnalazione di questa "gustosa" manifestazione in provincia di Cuneo. Per riscoprire antichi e tipici prodotti del Piemonte.

Si inizia, sabato 16, presso il rinnovato Pelerin di piazza Cavour, alle
fatidiche 17,17, con la degustazione guidata dell’aglio di Caraglio a cura del
giovane chef caragliese Michele Chiapale. 

Seguirà l’accattivante concorso fotografico “ Caraglio nel dett’aglio”. 

Alle 20.00, presso il suddetto Pelerin, una sontuosa e fragrante bagna caoda allieterà i palati dei buongustai.

Il giorno dopo, domenica 17, dalle 9 del mattino alle 18, lungo la strada e la
piazza centrale del paese si terrà l’attesa “mostra- mercato- degustazione dell’
aglio di Caraglio e di numerose e rare tipicità. Tra abbondanti ortaggi e
frutta di qualità, amabili mieli e formaggi aromatici , stuzzichevoli salumi e
vini profumati si potranno reperire delle rare eccellenze del nostro
territorio.
Come il delicato antico fagiolo bombonino, piccolo, dalla candida buccia,
tenerissima e digeribilissima, adatto al forno o nel coccio piemontese. Oppure
la gustosa lenticchia della Valle Grana che rivive nei nostri areali e le
patate Piattine e Ciarde dei coltivatori dell’Associazione di tutela di
Monterosso Grana. O, ancora, il Söfran ovvero il riscoperto, delizioso,
Zafferano di Caraglio e della Valle Grana e i piccoli e saporiti porri
quarantini, anche detti di montagna o di Montemale. Poi il borlotto nano
Reginotto della Vallera, appositamente spaccato, come vuole l’antica
tradizione, per una cottura rapida, anche senza preventivo ammollo, in suadenti
minestroni. E le farine della tradizione: il pregiato Barbarià o Barbariato, la
farina pignoletto per un’ottima polenta, il grano saraceno, il farro e
tantissimo altro ancora.
Nell’intermezzo della festa, alle 12,00 verrà fortunatamente riproposta la
gentile bagna caoda caragliese, presso il suddetto Pelerin.
Il pomeriggio sarà allietato da danze occitane dei Segurana, condite da
fragranti caldarroste.

Al termine, gran finale con l’investitura di nuovi confratelli e, a seguire,
appassionate corteo della Confraternita dell’aglio lungo la via principale.
Ai buongustai, agli amanti della tradizione, ai contadini, ai gastronomi, a
tutta la gente che mangia e sa che quello che mangia diventerà parte di se
stesso, appuntamento il 16 e 17 novembre 2013, a Caraglio(Cuneo). Siete tutti
aromaticamente invitati.

Info: associazione Insieme per Caraglio 0171/619816